Accadde Oggi: 26 febbraio

La fuga di Napoleone dall’isola d’Elba e le prime trasmissioni di Radio Italia, cos’hanno in comune? La data!

Il nostro viaggio quotidiano alla scoperta degli eventi che hanno caratterizzato la storia dell’uomo oggi ci tiene con i piedi ben piantati nel nostro paese, partendo dai fatti che hanno segnato il 1815.

Napoleone Bonaparte è stata una figura storica dalla rilevanza innegabile: partito come semplice soldato durante gli eventi legati alla Rivoluzione Francese riuscì a creare un impero, con i suoi pro e i suoi contro. Siamo però al momento del declino di questa figura. Nella primavera del 1814 i russi entrano a Parigi guidati dal loro zar Alessandro I e Napoleone è costretto alla fuga a Fontainebleau dove tra problemi e sofferenze tenta anche il suicidio.

Oltre un mese più tardi l’Empereur si imbarca alla volta dell’isola d’Elba su una fregata inglese chiamata Undaunted (tradotto dall’inglese imperterrito, atteggiamento molto diverso da quello del suo illustre passeggero), indossando una divisa dell’esercito austriaco.

Ad attenderlo sulle coste dell’isola toscana il comandante in capo dell’isola, tale Generale Dalesme. Nel proclama che venne esposto sulla pubblica piazza, furono riportate anche le parole di Napoleone: “Generale, io ho sacrificato i miei diritti agl’interessi della Patria, e mi sono riservata la Sovranità, e proprietà dell’Isola dell’Elba, e ciò hanno consentito tutte le Potenze. Compiacetevi di far conoscere il nuovo stato di cose agli Abitanti, e la scelta che ho fatta della loro Isola per mio soggiorno in considerazione della dolcezza dei loro costumi, e del loro clima. Diteli che essi saranno l’oggetto del mio più vivo interesse”.

In sostanza gli isolani sarebbero dovuti esser lieti dell’arrivo dell’Empereur, e in realtà nei 10 mesi di soggiorno obbligato avvennero molti lavori a sostegno dell’Elba. Ma tra una ristrutturazione e u impegno amministrativo, il buon Napoleone riuscì anche a elaborare un piano per sciogliere gli ormeggi e partire alla volta della sua amata Francia per riprendersi ciò che (a suo parere) gli spettava. Il 26 febbraio 1815 cadeva di domenica e in pieno clima carnevalesco e proprio grazie a questa festività Napoleone riuscì a fuggire. Eludendo la sorveglianza del colonnello inglese Campbell, recatosi a Livorno, Bonaparte diede una festa al Teatro dei Vigilanti a Portoferraio e approfittò del momento per imbarcarsi su un brigantino seguito da una piccolissima flotta. Dopo tre giorni sarebbe approdato a Golfe-Juan e sarebbero iniziati i Cento Giorni che si sarebbero conclusi con la sconfitta definitiva di Napoleone a Waterloo.

Avevamo detto che saremmo restati in Italia e quindi il racconto del declino di Napoleone si conclude nelle nostre acque. Ci spostiamo di molti anni e arriviamo più vicini ai nostri giorni. Il 26 febbraio 1982 iniziano le trasmissioni di una delle radio più ascoltate del nostro paese: Radio Italia.

Da un’idea di Mario Volanti in questa data inizia la vita della prima radio con solo musica italiana. Alla base di questa scelta la consapevolezza che nel nostro paese le emittenti radiofoniche esistenti erano caratterizzate da una programmazione che prediligeva i brani stranieri. Radio Italia quindi si distinse per la sua scelta di prediligere, e trasmettere, solo le hit più attuali e le canzoni che hanno fatto la storia della musica del nostro paese.

Nel 1990 Radio Italia è la più ascoltata, oggi ricopre la sesta posizione di emittente più seguita.

Per i compleanni però dobbiamo spostarci non solo all’estero, ma anche di qualche secolo. Il 26 febbraio 1802 nasceva Victor Hugo lo scrittore che ci ha regalato grandi classici come I Miserabili e Notre-Dame de Paris (dal quale fu tratto il Gobbo di Notre-Dame). Steso giorno, ma del 1829, nacque invece l’uomo che ci “regalò” i blue jeans Levi Staruss, fondatore del marchio Levi’s. Più recente è invece  la nascita di Johnny Cash, 26 febbraio 1932, il “Man in Black” famoso per brani come Ring of Fire e I Walk The Line.

Benedetta Tubaldo