Arriva un’altra curiosità dal mondo degli animali: gesti umani per consolarsi.

Da sempre il mondo animale riserva sorprese affascinanti e curiose. Le tecniche di corteggiamento, piuttosto che lo spirito di sopravvivenza in condizioni estreme o le dinamiche “sociali” all’interno di un branco sono da sempre oggetto di studi e ricerche da parte dell’uomo.

Qualche esempio di curiosità sugli animali? I ragazzi-padre esistono anche nel regno animale: i maschi di cavalluccio marino, per esempio, covano le uova che contengono i piccoli della specie; stesso discorso va fatto per i maschi dei pinguini di Adelia e imperatore.
I delfini, invece, hanno un grandissimo senso di collaborazione e i membri di un gruppo sono molto uniti: nel caso uno di loro rimanesse ferito, due compagni gli si affiancano per sostenerlo e accompagnarlo, un po’ come quando soccorriamo una persona in difficoltà.

Gli animali hanno alcuni atteggiamenti molto similari ai nostri, ma come noi possono anche incorrere in alcune malattie tipiche dell’uomo: i dalmata, ad esempio, sono l’unica razza animale che può ammalarsi di gotta (una malattia che colpisce le articolazioni), essendo gli unici mammiferi (oltre all’uomo) in grado di produrre acido urico; gli scimpanzé hanno un sistema immunitario molto simile a quello umano e possono quindi contrarre il virus dell’HIV, malattia che può colpire anche i gatti ma causata da un bacillo diverso (l’AIDS felina è conosciuta anche come FIV).

L’ultima curiosità sugli animali arriva dalla Thailandia, dove è stato scoperto che gli elefanti si abbracciano per consolarsi.

Un team di scienziati ha tenuto sotto controllo per un anno un gruppo di 26 pachidermi scoprendo che i membri del branco sono soliti abbracciarsi con la proboscide per dimostrare affetto, comprensione ed empatia agli altri elefanti. Toccandosi con la proboscide questi giganti si consolano e si confortano nel caso di scampato pericolo.

Joshua Plotnik, studioso della Mahidol University in Thailandia, ha sottolineato la totale fiducia che si instaura tra i componenti del gruppo: “È una posizione in cui si è molto vulnerabili perché si potrebbe ottenere dall’altro solamente un morso. Evidentemente può rappresentare l’invio all’altro di un segnale del tipo ‘Sono qui per aiutarti, non per farti del male’“.

È risaputo che il sentimento di unione che si instaura in un branco di elefanti sia molto forte, ma finora non era ancora stato evidenziato un comportamento “consolatorio”. Gli elefanti vanno quindi ad aggiungersi alla lista di animali che, come gli umani, dimostrano empatia verso gli esemplari della loro specie quali: scimmie, cani e alcune specie di volatili.

Benedetta Tubaldo
YaJie - Asian Lifestyle & Oriental Inspirations

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