Iniziato quasi per scherzo, il cassonetto per il baratto, sta per essere diffuso in altre città svizzere con il progetto Boîtes d’Échange Entre Voisins (cassonetto per lo scambio tra vicini).

Cosa succederebbe se, nelle nostre città, ci fosse un cassonetto per il baratto dove depositare oggetti da scambiare con i vicini? Libri, cd, dvd, giocattoli, utensili domestici, oggetti che non usiamo più ma che potrebbero essere utili per qualcun altro… e recuperare qualcosa che potrebbe servirci senza comprarlo.

Da questo presupposto è partito Dan Acher, che ha pensato di piazzare una decina di cassonetti per il baratto per le vie del centro di Ginevra. A identificarli la scritta Boîtes d’Échange Entre Voisins. Alla base c’è la volontà di incentivare le persone a depositare gli oggetti che non si usano più per qualcosa che potrebbe tornargli utile. Il successo di questa iniziativa, iniziata alla fine del 2013, ha permesso l’espansione di questi cassonetti in altre strade e città. Solo nel mese di febbraio sono comparsi 22 cassonetti per il baratto in altre città della Svizzera.

Nonostante i cassonetti per il baratto siano in cartone, sono ancora in ottimo stato. A questo proposito sono nati altri progetti simili come il “Jouez, je suis à vous”, diffusosi a Berna. In entrambe i casi, attraverso lo scambio di oggetti è possibile vedere come si sviluppano alcune interazioni sociali, migliorare le relazioni con i vicini che, in particolar modo nelle grandi città, tendono a essere molto scarse. Nato come un progetto artistico, il creatore del progetto vorrebbe capire se, in un’epoca dove le interazioni umane avvengono attraverso il denaro, riportare in auge il baratto possa essere un’idea vincente per riavvicinare le persone.

Ispirato a progetti di successo come il Bookcrossing (lo scambio gratuito di libri), la bellezza di questa iniziativa è che non si basa solo sui libri. Per chi volesse piazzare nella propria via un cassonetto per il baratto, sul sito ufficiale è possibile trovare alcune utili informazioni, oltre a delle foto che mostrano alcuni degli oggetti più strani barattati.

Antonio Marino