In poco più di 3 ore di volo, da Reykjavik verso Londra, se Netflix ti permette di guardare dei film off-line, perché non approfittarne? L’errore è stato nel scegliere The Open House come film per passare il tempo.

Non è detto che per la riuscita di un buon film basta ingaggiare l’attore mono-espressivo del momento.

Su The Open House, uscito su Netflix il 19 gennaio,  un’adolescente, per l’appunto Dylan Minnette, famoso ai più per le sue interpretazioni su piccolo schermo come: Agents of S.H.I.E.L.D.Scandal e la tanto osannata Tredici (Thirteen Reasons Why), dopo un tragico evento, la madre, con il figlio adolescente, raggiunge la casa di villeggiatura di una parente, dove forze strane e inquietanti tramano contro di loro.

Forze strane ed inquietanti? bla, bla, bla… Nulla di nuovo e nulla di interessante, situazioni viste e riviste mille volte in altrettanti film del genere, suspence pari a zero e più il film avanza più ti rendi conto di aver fatto una delle scelte peggiori che si potessero fare dal catalogo Netflix.
Che ci vuoi fare? Ormai è andata così.

Non vado altre per non rischiare di spoilerare tutto il film anche se da raccontare c’è ben poco e la trama è talmente scarna che la cosa, ad un certo punto, risulta imbarazzante e talmente annoiante che io e la mia compagna durante la visione cercavamo uno lo sguardo dell’altra increduli sulla banalità che stavamo vedendo.

Se avete del tempo da perdere, buona visione.

Regista: Matt Angel, Suzanne Coote
Distribuzione: Netflix
Prima data di uscita: 19 gennaio 2018 (Stati Uniti)
Budget: $ 100,000 (stimati)
Valutazione:

(2 votes, average: 1,00 out of 5, rated)

Mikael Lake - Full Stack Developer

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