Il 5 giugno a Milano si è svolto il convegno “Nutrizione e immunità dagli alimenti ai farmaci”.

L’evento, gratuito e riservato agli operatori di salute del bambino, ha visto i responsabili scientifici: il Professore Marcello Giovanini e la Professoressa Enrica Riva impegnati nella discussione di diversi temi legati all’alimentazione e ai farmaci per uno scudo di difesa del bambino in comunità.

In particolare, abbiamo discusso con il Prof. Marcello Giovannini dell’importanza dell’educazione nutrizionale e sanitaria riguardante nutrizione e immunità. Ci siamo chiesti come possiamo cambiare la mentalità delle persone e fornire la giusta educazione per far sì che genitori, famigliari, pediatri e nutrizionisti possano modificare il proprio vivere e rapportarsi quotidiano, soprattutto a fronte di una scarsa conoscenza di certe tematiche nel nostro Paese.

Il professor Giovanini ci ha spiegato perché pensa che uno dei momenti migliori per affrontare e porre le basi per questo tema sia il corso psico-profilattico preparato della donna.

In quel momento, infatti, la donna è più sensibile, anche se ha partorito precedentemente, sarà importante quindi illustrarle, oltre alla giusta alimentazione in gravidanza e durante l’allattamento, anche le nozioni sui problemi nutrizionali, di controllo qualità dei prodotti per imparare a distinguere quali sono gli alimenti più indicati per i bambini nei primi tre anni d’età.

È un momento privilegiato per introdurre le basi dell’educazione alimentare per il bambino piccolo dal momento dello svezzamento in poi, ricordando che nei primi tre anni è molto importante siano a misura di bambino, tenendo sempre presente che il bambino non è un piccolo adulto ma un organismo in crescita (del resto il cervello cresce nei primi tre anni quando non crescerà per tutta la vita).

Il professore ci ha ricordato che l’immunità comincia a funzionare un po’ dopo il primo anno di vita, è quindi cruciale il momento in cui il bambino entra in comunità perché dopo i sei mesi anche nell’allattato al seno le difese immunitarie trasmesse con il latte pur essendo presenti sono più basse, quindi in quel momento si rischia che il bambino in comunità si ammali più frequentemente di quanto si può ammalare dopo l’anno ma sopratutto dopo il terzo anno di vita, va quindi trasmesso ai genitori il messaggio di quanto sia importante un’alimentazione corretta e attenta in questi primi anni di vita.

Quest’educazione nutrizionale e sanitaria deve cominciare da subito, deve essere una sensibilità, una necessità della madre durante la gravidanza. Il ginecologo che segue la donna dovrebbe curare anche questo aspetto, è importante trattare questo tema come un aspetto culturale: il Professore ritiene che sarebbe importante lanciare campagne attraverso i mezzi di comunicazione, dare indicazioni perché questi temi siano insegnati nelle scuole. Insegnare a scuola l’alimentazione giusta, sapere quali sono gli alimenti a misura di bambino, introdurre la chiarezza nelle etichette con diciture “consigliato dopo il terzo anno di età”, sono aspetti che non possono essere sottovalutati.

Occorre che le aziende siano chiare nelle spiegazioni, sarebbe ragionevole introdurre bollini nei prodotti per l’infanzia adatti ai primi tre anni di vita, ma soprattutto occorre che i Ministeri e le Regioni prendano atto che è necessario fare cultura su questi aspetti, che si faccia educazione nutrizionale e di immunità ai genitori, e nelle scuole con programmi non coercitivi, ricordando che anche la vaccinazione è una fortuna che offriamo ai nostri figli. La stampa dovrebbe impegnarsi a riportare notizie basate su evidenze scientifiche, evitando punti di vista pseudo scientifici non validi e improvvisati.

La medicina deve essere un continuo collegamento, perché rappresenta un diritto sociale di tutti essere informati correttamente, ma purtroppo nel nostro paese spesso si parla senza cognizione di causa.

Abbiamo quindi affrontato con il professore l’importanza del rapporto multidisciplinare e sinergico tra il medico della medicina di base con il pediatra, il ginecologo, l’ostetrica, i consultori. Il Professore ci ha spiegato quanto sia importante per tutti i professionisti, un aggiornamento medico continuo e che è fondamentale che tra il medico di base e lo specialista, dal quale il paziente è stato mandato, rimanga sempre una cinghia di trasmissione sincerandosi e interessandosi di tutti i referti specialistici da parte del medico internista.

Abbiamo infine affrontato il tema dell’acqua, abbiamo chiesto al Professore quanto incide il tipo di acqua che viene data al bambino nel processo di prevenzione e di sostenimento. Il professore ci ha spiegato che in primis dipende dalle zone da cui proviene l’acqua se abbiamo una funzione idrica ottimale con l’acqua controllata.

Per preparare latte e pappa per il bambino può essere utile un’acqua minimamente mineralizzata. Dipende comunque dall’esigenza del bambino, fermo restando che i bambini soprattutto nel primo anno di vita, ma anche nei primi tre anni devono essere idratati al massimo. Infatti, il rapporto di liquidi extracellulari nell’adulto è uno a sette, mentre nel bambino 1 a 2 quindi quando c’è molto caldo, quando c’è sudorazione, ma anche tra un pasto e l’altro se il bambino piange, bisogna dare un’acqua pura che secondo le esigenze può essere: una medio minerale o una minimo minerale, oppure ancora un’acqua bicarbonato calcica a seconda delle esigenze di crescita del bambino.

I temi riguardanti l’alimentazione sono molti, il professore conclude con una frase molto saggia da tenere sempre presente: ci sono tante cose che fanno bene a chi li produce ma non a chi le consuma.

Dott.ssa Agnese Cremaschi

Operation Manager with Data4NHS, Journalist for PJ Magazine to health and wellness, Freelance Entrepreneur, Medical Director – Blue Medical Center, Director of Health Services.