Epic fail su carta stampata e digital advertising

Il caso di un clamoroso epic fail nel mondo della pubblicità

Carta stampata e digital advertising: quando sbagliare può regalare opportunità

A volte capita di sbagliare. Sbagliano tutti: chi scrive e chi legge. Ma quando accade in una pubblicità, allora la questione può diventare, allo stesso tempo, seria o divertente. E, se la compagnia è fortunata, anche virale.

In un mondo come quello attuale, in cui il digital advertising permette di sviluppare contenuti multimediali e in seguito “adattarli” anche per il mondo della carta stampata, gli esperti di marketing e comunicazione devono tenere in considerazione anche tutti gli allegati multimediali, fondamentali per la riuscita del piano di comunicazione.

Banner, foto, video e link sono solo una piccola parte delle opportunità fornite dall’editoria online. Non sempre però il binomio esperto-carta stampata si rivela efficiente, come nel caso del giornale anglofono che si è trovato involontariamente vittima di attenzione da parte delle bacheche social di mezzo mondo. Nei vari social network si sono scatenate le condivisioni dell’ epic fail, così si chiamano gli errori tremendi nella rete, che ritrae la pubblicità di una finanziaria che invita i propri clienti a cliccare sul banner pubblicitario per ottenere maggiori informazioni.

Fin qui nulla di strano. Anzi. Peccato però che la pubblicità non fosse destinata ad un pubblico digitale, quanto piuttosto ad un giornale stampato. Con le implicite difficoltà che lo strumento ha nel reindirizzare il pubblico attraverso un banner. Il “click here to find out how (clicca qui per vedere come)”, pubblicizzato su questo giornale in lingua inglese, è sicuramente un pacchiano errore, ma da “epicfail” potrebbe anche diventare efficace strumento di comunicazione.

Probabilmente quasi nessuno avrà provato a fare click sul link virtuale pubblicato, ma in tanti si sono sicuramente accorti dell’errore, tramutandolo in zimbello pubblicitario e facendolo girare in rete. Rendendolo così noto anche al di fuori dei confini nazionali. Forse Oscar Wilde avrebbe potuto citare anche in questo caso la sua celebre frase: “parlatene bene, parlatene male, purché se ne parli”.

Mossa sbagliata o pubblicità riuscita?

Tomaso Borzomì