Film Cult: Qualcuno volò sul nido del cuculo

Qualcuno volò sul nido del cuculo (One Flew Over the Cuckoo’s Nest), 1975 regia diMiloš Forman.

jack nicholson

L’appena trascorso ottobre, oltre ad essere il più rappresentativo dei mesi autunnali, è considerato anche “il mese della prevenzione psicologica”. Questa potrebbe essere un’occasione per riflettere sul delicato tema delle malattie mentali. Questo argomento, oltre ad essere trattato da medici e ricercatori, ha sempre rappresentato uno spunto per opere letterarie e cinematografiche. Il film più famoso è sicuramente “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, sublime pellicola capace di vincere tutti e cinque gli Oscar principali (miglior film, miglior regista, miglior attore, miglior attrice, miglior sceneggiatura non originale), annoverato tra i 100 migliori film di sempre.

Milos Forman dirige un giovane e bravissimo Jack Nicholson nei panni del protagonista Randle Patrick McMurphy. La vicenda si svolge all’interno di un ospedale psichiatrico dove McMurphy, trasferito da un carcere, viene osservato per determinare se la sua presunta malattia mentale sia vera o falsa. Si ritroverà a contatto con pazienti alle prese con le più disparate malattie mentali, cambiando radicalmente il loro modo di approcciare la vita, sentendosi considerati come persone normali e non come malati.

Purtroppo McMurphy dovrà scontrarsi con la dura realtà dei sanatori psichiatrici del tempo, dove comportamenti considerati “anticonformisti” vengono repressi duramente mediante torture e la pratica dell’elettro-shock. Il commovente epilogo del film ci lascia con una speranza e molte riflessioni su come venivano trattati i malati mentali negli anni passati.

Il modo toccante con cui Forman rappresenta il disagio presente negli ospedali psichiatrici, porta un certo senso di sconforto e impotenza di fronte ai disturbi mentali, denunciando i metodi e i trattamenti disumani a cui erano sottoposti i degenti, alimentando atteggiamenti discriminatori e violenti da parte degli addetti alle cure.

Nonostante il tema sia delicato, i 129 minuti del film scorrono senza neanche accorgersene. Inoltre, la magistrale interpretazione di Jack Nicholson e di tutti gli attori che interpretano i degenti dell’ospedale, compreso un giovane ed irriconoscibile Danny DeVito, rendono questo film un capolavoro da vedere assolutamente.

Alessandra Bruni

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