Mostra del Cinema di Venezia: chi vince e chi esce

Sacro GRA in uscita il 26 settembre
Per le altre pellicole premiate c’è ancora da aspettare

Si è chiuso da poco il sipario sulla 70esima Mostra Internazionale del cinema di Venezia. Dopo la kermesse festivaliera che li ha resi protagonisti della ribalta internazionale, ora i film dovrebbero però vivere di vita propria. Dovrebbe arrivare per loro la grande prova della sala, spesso non così generosa con molte pellicole, pluripremiate ma non sempre adatte al palato di tutti. Passiamo in rapida rassegna i film che hanno ricevuto i principali riconoscimenti andando a scoprire per quali è già prevista un’uscita nelle nostre sale e per quali invece dovremmo ancora aspettare.

Sacro GRA di Gianfranco Rosi: il film di Rosi è stato il vero trionfatore del Festival, vincitore a sorpresa del Leone d’oro. Un documentario che ha portato il regista a “girare” per più di due anni a bordo di un mini-van sul Grande Raccordo Anulare di Roma: un viaggio alla scoperta di un mondo fatto di personaggi “invisibili”, colti nella loro vita di tutti i giorni, attraverso i paesaggi inattesi della città eterna: un nobile piemontese e sua figlia laureanda, assegnatari di un monolocale in un moderno condominio ai bordi del Raccordo; un botanico armato di sonde sonore e pozioni chimiche cerca il rimedio per liberare le palme della sua oasi dalle larve divoratrici; un principe dei nostri giorni con un sigaro in bocca fa ginnastica sul tetto del suo castello assediato dalle palazzine della periferia informe a un’uscita del Raccordo; un barelliere in servizio sull’autoambulanza del 118 dà soccorso e conforto girando notte e giorno sull’anello autostradale; un pescatore di anguille vive su di una zattera all’ombra di un cavalcavia sul fiume Tevere. Lontano dai luoghi canonici di Roma, il Grande Raccordo Anulare si trasforma in collettore di storie a margine di un universo in espansione. La sorpresa dell’ultimo Festival del Cinema uscirà in sala il 26 settembre.

Stray Dogs di Tsai Ming-liang: da molti indicata come possibile vincitrice, l’opera del regista malese si è dovuta accontentare del Gran Premio della Giuria: un uomo e i suoi due figli vagano ai margini della moderna Taipei, dai boschi e fiumi della periferia alle strade bagnate di pioggia della città. Di giorno il padre racimola una misera paga come uomo sandwich per appartamenti di lusso, mentre i due bambini sopravvivono con campioni gratuiti di cibo in giro per i supermercati e i centri commerciali. Ogni sera la famiglia trova riparo in un edificio abbandonato. Il padre è stranamente colpito da un’ipnotica immagine murale che decora la parete di questa casa improvvisata. Nel giorno del suo compleanno una donna si unisce alla famiglia: potrebbe essere lei la chiave per far emergere le emozioni sepolte che aleggiano dal passato? Per la pellicola del regista malese ancora mistero sulla possibile uscita.

Miss Violence di Alexandros Avranas: altro grande trionfatore del festival. La pellicola del giovane regista greco ha ottenuto il leone d’Argento per la miglior Regia, mentre la Coppa Volpi come miglior attore è andata al malvagio Themis Panou che gestisce la sua famiglia come un bordello, tra violenza, suicidi e pedofilia. Angeliki è una ragazzina di undici anni. Il giorno del suo compleanno si toglie la vita gettandosi dal balcone di casa con un sorriso stampato sul volto. Mentre la polizia e i servizi sociali tentano di scoprire il motivo di questo apparente suicidio, la sua famiglia continua a ripetere che si è trattato di un incidente. Qual è il segreto che la piccola Angeliki ha portato con sé nella tomba? I misteri si svelano a poco a poco in un clima di crescente tensione emotiva. Una tensione che ancora non sappiamo quando vivremo visto che non si conosce ancora la data di uscita.

Philomena di Stephen Frears: premio per la miglior sceneggiatura a Steve Coogan e Jeff Pope per la pellicola del regista inglese. La trama: rimasta incinta da adolescente in Irlanda nel 1952, Philomena venne chiusa nel convento di Roscrea, dove si presero cura di lei in quanto “donna caduta nel peccato”. Quando suo figlio era ancora piccolo le suore lo portarono via per darlo in adozione in America. Philomena dedicò i cinquant’anni seguenti alla ricerca del bambino, ma senza alcun successo. Poi conobbe Martin Sixsmith, un giornalista politico stanco del mondo che restò affascinato dalla sua storia. Insieme, i due partirono per l’America per affrontare un viaggio che non solo avrebbe gettato luce sulla storia straordinaria del figlio di Philomena, ma avrebbe anche creato un legame di un’intensità inaspettata tra Philomena e Martin. Il film è una narrazione avvincente sull’amore umano e sulla perdita che in definitiva celebra la vita. Uscita prevista per il 6 febbraio 2014.