Orange Is the New Black: serie in rosa

Negli USA è già una cult serie, in Italia possiamo vederla su Infinity.

Orange Is the New Black, cioè l’arancio è il nuovo nero. Di primo impatto sembra l’ennesimo programma TV dedicato alla moda o alla vita di qualche fashion victim con la passione dell’arancio. In realtà è un nuovo telefilm improntato sulla vita in carcere di Piper Chapman e delle sue “compagne di avventura”.

La serie, ideata da Jenji Kohan e prodotta da Lionsgate Television, è tratta dalla raccolta di memorie Orange Is the New Black: My Year in Women’s Prison, di Piper Kerman. Il debutto ufficiale è stato quasi un anno fa negli Stati Uniti e in questi giorni ha preso il via la seconda stagione (la terza è già stata confermata). Possiamo pure parlare di un successo.
Le vicende di Chapman (le detenute si conoscono per cognome all’interno del carcere federale femminile Litchfield) hanno conquistato il grande pubblico e ora sbarcano in Italia grazie a Infinity, il servizio di cinema in streaming on demand di Mediaset.

Per avere un riassunto, senza spoiler, di quale sia la trama di Orange Is the New Black sono sufficienti le parole dell’autrice Jenji Kohan: “La serie indaga sull’auto-distruzione e sulla brutalità che si annida anche nell’animo femminile la prigione è solo un megafono di questo aspetto.

Si può dire, infatti, che sebbene la protagonista ufficiale sia una (Piper Chapman) attorno alla sua storia si inseriscono le esperienze di vita delle altre detenute, tra droga, sesso, clandestinità e crimini. Il plot infatti è un continuo susseguirsi di flashback sulla vita di Chapman e delle altre donne che ci fa capire perché sono diventate quello che sono e soprattutto che l’apparenza inganna. Lo stesso personaggio di Piper è una scoperta continua: ora è una tranquilla ragazza per bene, ma dovrà fare i conti con il suo passato (l’ex fidanzata che l’ha trascinata nei guai) che è proprio all’interno delle mura di Litchfield.

di Benedetta Tubaldo