Padova. Un orto speciale.

Padova. Un orto speciale.

Padova, l’orto botanico si ingrandisce. 

Padova, l'orto botanico si ingrandisce.
Padova, l’orto botanico si ingrandisce.

L’orto botanico di Padova vanta il record di essere il più antico orto botanico al mondo. Fu costruito nel 1545, su richiesta di Francesco Buonafede,  con lo scopo di facilitare l’apprendimento e il riconoscimento delle piante da parte degli studenti. L’orto e’ stato inserito nel 1997 tra i patrimoni dell’ umanità dell’UNESCO che giustificò questa scelta affermando che esso è all’origine di tutti gli orti botanici del mondo e rappresenta la culla della scienza, degli scambi scientifici e della comprensione delle relazioni tra la natura e la cultura. Ha largamente contribuito al progresso di numerose discipline scientifiche moderne, in particolare la botanica, la medicina, la chimica, l’ecologia e la farmacia.

Orto Botanico Padova - Planimetria
Orto Botanico Padova, planimetria

Nel 2010 l’università  iniziò i lavori per costruire una nuova “ala”. I lavori sono durati tre anni e hanno portato alla crescita dell’orto di 15mila metri quadrati di terreno che saranno destinati a ospitare 1.300 specie.

Orto Botanico, Padova

Grazie all’orto botanico sono state introdotte per la prima volta in Italia numerose piante tra le quali Ginkgo Biloba, la Magnolia, la Patata, il Gelsomino, l’Acacia e il Girasole.

Cosi, a pochi passi dalla basilica di Sant’Antonio possiamo osservare piante provenienti da tutto il mondo: dai tropici, alle zone desertiche , dalle aree artiche a quelle temperate, il tutto diviso in sezioni e racchiuso all’interno di questa cupola di vetro e cemento alta 18 metri e lunga 100 , costata la bellezza di 15 milioni di euro, ma costruita con un tipo di architettura completamente sostenibile che usa pannelli fotovoltaici per l’energia e le acque termali di Abano. A questo si aggiunge che le nuove tecnologie, con le quali è stato costruito l’orto, permettono l’interazione fra piante e serre. All’interno di queste ultime, le piante rilasciano anidride carbonica e ossigeno in base all’umidità presente e alla temperatura, questo va a dare l’input per apertura e chiusura delle vetrate delle serre.

Una perfetta simbiosi tra natura e uomo.

Alessandra Bruni

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