Un libro che non ha età: Orgoglio e pregiudizio

Sono passati esattamente 200 anni dalla sua pubblicazione ma ancora oggi milioni di persone leggono con entusiasmo e avidità le parole nate dalla penna di Jane Austen nel 1813.

Considerato uno dei capi saldi della letteratura inglese, il romanzo si fonda su due tematiche contrastanti: l’orgoglio di classe del Signor Darcy e il pregiudizio di Elisabeth Bennet, i due protagonisti delle vicende narrate.

L’attenzione dell’autrice si focalizza sulla famiglia Bennet, composta dai signori Bennet e dalle loro cinque figlie. Data la mancanza di un figlio maschio che possa ereditare la loro tenuta, l’obiettivo rimasto alla signora Bennet, è quello di vedere sposata almeno una delle sue figlie prima possibile. Fulcro del romanzo è proprio l’incontro tra Elizabeth Bennet e il Signor Darcy, uomo orgoglioso, altero e dal carattere scontroso, il quale fin da subito attira le antipatie di tutti, compresa quella di Elizabeth. Una serie di vicissitudini fa poi emergere come l’opinione negativa della giovane fosse del tutto dettata dal pregiudizio e non da una reale fondatezza e l’orgoglio di Darcy nascondesse un animo puro.

Non la si può considerare una semplice storia d’amore. I dialoghi tra i due giovani non sono un semplice flirtare, ma l’evolversi emozionale della storia. Mentre parlano tra loro, i lettori si sentono al loro fianco, soffrono e gioiscono per loro, come se fossero loro stessi parte della storia.

La particolarità di questo romanzo è l’universalità delle vicende narrate: lontana dal tracciare quadri storici o ritratti di un’epoca, Jane Austen crea delle situazioni così universali che il racconto potrebbe benissimo ambientarsi ai giorni nostri e coinvolgere non solo un pubblico femminile. Ecco perché vi consigliamo questa lettura speciale: per la sua attualità, per la sua universalità, per il suo essere coinvolgente ed equilibrata allo stesso tempo. Per farvi tornare indietro nel tempo e comprendere che i problemi del passato, sono gli stessi del presente e che per affrontarli sotto una nuova luce, c’è sempre tempo.