Xylella e Peronospora: olio e pesto a rischio

Un batterio e un fungo attaccano due prodotti tipici del Nord e Sud Italia: in Liguria si diffonde la Peronospora Belbahrii, in Puglia gli ulivi sono martoriati dalla Xylella fastidiosa.

Quando si parla di Made in Italy si pensa subito alla moda, ma in questo caso non si parla di stilisti, alta moda o successo mondiale. Altra fetta importante di quello che viene considerato Made in Italy è costituita dai prodotti tipici del nostro Paese, come il pesto e l’olio d’oliva. E sono proprio questi due alimenti caratteristici che stanno vivendo un momento difficile.

La Xylella fastidiosa e gli ulivi pugliesi

Il nome di questo batterio era già stato fatto lo scorso anno, quando la Xylella aveva iniziato a colpire gli ulivi intorno all’area di Gallipoli. L’agente patogeno venne scoperto nel 1892 dal patologo californiano Newton B. Pierce (negli Stati Uniti, infatti, è conosciuta anche come “malattia di Pierce”) quando divenne una minaccia per i vigneti della California e quindi per la produzione vinicola del Paese.

La Xylella fastidiosa però può colpire anche altre specie di piante, come gli agrumi e gli oleandri, nonché gli ulivi.

La malattia che si sta diffondendo negli uliveti della Puglia è conosciuta come CDRO, Complesso del Disseccamento Rapido dell’Olivo, e ha come protagonisti tre fattori principali: un insetto, il rodilegno giallo; dei funghi, del genere Phaeoacremonium; e, infine, il batterio Xylella fastidiosa. Gli ulivi colpiti dalla malattia iniziano progressivamente a seccarsi, prima nella chioma e poi in tutto l’albero, con la conseguente morte del fusto e delle radici.
In Puglia è stato lanciato l’allarme già da tempo, le stime parlano di circa 23mila ettari colpiti dalla Xylella, con moltissimi ulivi destinati a essere abbattuti ed eradicati (anche per una direttiva firmata dalla Comunità Europea che vuole così impedire la diffusione del batterio). Una speranza però arriva dal trattamento con iniezione di “acqua informatizzata”, che avrebbe dato i primi risultati su un’area trattata a marzo.

Dover sradicare gli ulivi (vecchi anche diversi secoli) non costituisce solo un problema all’economia dell’agricoltura salentina, ma anche un danno inestimabile al paesaggio.

Pesto? Basilico infettato dalla Peronospora Belbahrii.

Anche questo agente patogeno non è assolutamente sconosciuto: già l’anno scorso aveva colpito il raccolto del basilico (pianta che sta alla base della ricetta del pesto) provocando la morte di circa il 50% delle unità.

Il fungo intacca i semi del basilico e matura e colpisce la pianta durante la fioritura, le spore poi vanno a colpire anche le piantine sane causandone la morte. I coltivatori stanno correndo ai ripari vista la rapida diffusione dell’epidemia, e mentre molti guardano con speranza a una soluzione basata sull’impiego dei cosiddetti agrofarmaci si scopre che anche il proliferare della Peronospora è collegato al maltempo che ha caratterizzato questa estate. Agroinnova, il Centro di Competenza dell’Università di Torino, afferma che per eliminare il fungo basta trattare i semi con aria o acqua calda, senza ricorrere ad agenti chimici che possono alterare il gusto del basilico.

Benedetta Tubaldo